URL e Ottimizzazione SEO

URL e ottimizzazione SEO per creare link adatti ai motori di ricerca

Elaborare una serie di attività mirate alla relazione che intercorre tra URL e ottimizzazione  SEO è un compito che ogni copywriter e creatore di contenuti sul web dovrebbe organizzare, al fine di dare vita a pagine ottimizzate. Pur non essendo tra le più centrali, la pratica di ottimizzare gli indirizzi delle pagine fa parte, infatti, di tutta quella serie di attività che prendono il nome di SEO, ovvero Search Engine Optimization.

Ma cosa sono gli URL? Nonostante sia un termine molto utilizzato al giorno d’oggi, non tutti sanno che URL è l’acronimo di Uniform Resource Locator, ovvero un indirizzo univoco che serve ad identificare le risorse presenti all’interno del web. Quando un client, attraverso un browser, richiede un particolare contenuto ad un server, ovvero un documento, un video o un immagine, questa risorsa viene identificata proprio in base al suo URL.

Come creare una buona relazione tra URL e ottimizzazione SEO? Vediamo insieme i 9 punti elaborati da Luca De Berardinis in base all’infografica di Search Engine Land.

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  • Usare URL brevi: l’indirizzo di una pagina web, che viene visualizzato sia nella barra del browser sia nella SERP del motore di ricerca, deve essere caratterizzato dalla brevità, che da qualche tempo viene considerata un punto a favore delle pagine anche dallo stesso Google.
  • Utilizzare al massimo 2 parole chiave in ogni URL: gli URL devono parlare dell’argomento trattato, ma inserire più di 2 keyword ad indirizzo può danneggiare l’URL.
  • Fare attenzione alla leggibilità dell’URL: l’URL deve essere leggibile e non contenere caratteri speciali o numeri, per essere più comprensibile possibile.
  • URL canonici: quando una pagina è canonica significa che è ufficiale. Se ci troviamo all’interno di una ricerca di articoli su un sito e-commerce, ad esempio, avremo la possibilità di ordinare gli articoli in base al nome, al prezzo, alla categoria, ecc. In questo modo le pagine, a seconda del criterio di ricerca, avranno URL diversi ma molto simili tra di loro, inducendo Google a riconoscerle come contenuto duplicato. La soluzione sta proprio nell’utilizzare il Rel Canonical, ovvero un’informazione che comunica a Google che uno dei due URL è canonico, ufficiale.
  • Preferire l’HTTPS all’HTTP: l’HTTPS, come ha comunicato Google nel 2014, è un punto a favore nel ranking degli indirizzi web.
  • Usare al massimo 2 cartelle per gli URL: l’alberatura del sito è ben visibile dai link delle pagine che lo compongono. Utilizzare troppe directory può essere un punto a sfavore in quanto si genera una difficoltà nella comprensione dell’argomento trattato.
  • Curare gli URL dell’e-commerce: in un sito di commercio online, riuscire ad identificare i prodotti e le categorie tramite l’URL è un aspetto fondamentale dell’ottimizzazione.
  • Evitare le stop words: le stop words sono tutte quelle parole che si usano nel linguaggio parlato e scritto e che, se inserite nelle URL, vanno ad incidere sul loro contenuto informativo. L’URL deve essere più performante possibile.
  • Fare attenzione alle modifiche: quando un URL viene modificato, si generano due problemi. Prima di tutto, se la pagina era già indicizzata, ci si troverà di fronte ad un errore 404, ovvero quello della pagina non trovata. Inoltre, ogni condivisione sui social di quella pagina andrà persa. Per il problema dei social purtroppo non c’è rimedio. Per l’errore 404 si può ricorrere a quello che viene chiamato redirect 301, attraverso il quale viene comunicato a Google che la pagina ha cambiato URL e il vecchio indirizzo deve essere trasferito sul nuovo.